Io

Piacere, sono io
Ho 15 anni e attualmente mi trovo in un centro di Disturbi alimentari. Prima di trovarmici dentro, sentendo dire “quella é anoressica” oppure “quella dev’essere bulimica” pensavo significasse semplicememte essere particolarmente magre o,viceversa, in carne… ma non é cosí. Questo é solo l’aspetto esteriore, ció che gli altri notano ma non é niente in confronto a ció che realmente c’é dietro.
Ed io sono qui, lontana da casa, dopo un bel periodo in ospedale (dové vedevo i miei genitori, essendo minorenne). Passando nel centro per il DCA,poi, li ho potuti vedere solo al fine settimana. Non ho piú avuto scelta: era, ed ancora é, un’equipe di medici,psicoterapeuti ecc. a decidere di ció che posso e non posso fare. Inizialmente potevo vederli una volta alla settimana per 3 ore, sempre chiusi in quella struttura, triste e sconfortevole. Pian piano, con il passare del tempo, i permessi sono aumentati fino ad arrivare alle 24h a casa!
Il recupero del peso —anche se leeento— ma soprattutto una maggiore sanitá mentale mi hanno permesso di passare nella Comunitá a media intensitá (detta anche Comunitá B), dove lo scopo non é piú solo quello di arrivare al normopeso ma anche quello di riacquistare una certa autonomia.
Al momento—e non ho ancora finito “il percorso” sono qui da tipo 108 giorni, senza considerare le settimane in ospedale.

Ma staró meglio anch’io. Arriverá anche il mio momento… presto o tardi.

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. aniello clemente ha detto:

    Carissima (lo presuppongo dalle citazioni: anoressica, bulimica), è con grande gioia che leggiamo la tua “avventura”. La gioia nasce dal fatto che, come sai, non tutte le tue coetanee che hanno attraversato il calvario dell’anoressia hanno potuto poi raccontarlo. Certo il cammino è ancora lungo ma stai quasi per “scollinare” e vedi, là, in fondo alla strada, il limpido lago nel quale ristorare le tue stanche membra affaticate dal viaggio e la tua anima: dissetarti alla Fonte e, scoprire, che la tua bellezza non è questo corpo che sarà trasformato, ma ciò che lo renderà “glorioso”, pieno di Luce: la tua anima! Ho visto con quanta nostalgia hai parlato dei tuoi genitori e mi fa piacere. Non crucciarti del dolore che hai loro inflitto, dimenticalo: i genitori hanno un cuore grande e sempre pronto a dare, potrei usare per dirtelo meglio il simbolo battesimale del pellicano che si squarcia il petto per nutrire i propri piccoli. Dal tenore delle mie parole avrai capito che sono un credente e per non creare equivoci ti dico che sono un teologo, cristiano, cattolico e…, professante. Ma la mia fede non costringe gli altri a credere, la posso solo testimoniare, per questo, se lo ritieni opportuno, quando vuoi, col consenso dei tuoi genitori, puoi tranquillamente scrivermi e trovare un altro viandante che ti accompagnerà in questo lungo ma felice pellegrinaggio che ti porterà alla gioia piena della guarigione. Ti salito, come dite voi giovani: batti il cinque…, e, ad maiora.
    Aniello Clemente.

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