Chi voglio essere

—Ogni giorno un po’ piú vicina alla meta— questo é il mio mantra. Tra discese e salite la fatica é tanta ma non voglio mollare. Piú spesso di quanto vorrei mi rattristo, mi sento sola e stanca. Mi viene voglia di smettere di camminare e abbandonarmi al nulla, ma poi penso a dove voglio arrivare, cosa voglio fare e  soprattutto CHI voglio diventare…
Non voglio essere chi e come ero fino a poco tempo fa, piuttosto preferirei la morte. Mi sono sempre odiata e sentita inferiore a chiunque altro. Durante il disturbo alimentare mi sentivo in colpa anche per il  solo fatto che respiravo.
Mi sentivo completamente inutile e… cosí imperfetta. Quante giornate passate a leggere per non dover pensare a tutto ció che mi circondava e a ció che—nonostante tutto— impossessava la mia mente. Quante serate passate sola in camera mia a fare esercizio fisico senza concedermi una pausa piuttosto che sdraiarmi sul divano accoccolata ai miei genitori a guardare un film o anche semplicemente a fare una chiaccherata con le mie cugine.
Quante notti passate a non dormire ,con le finestre spalancate in pieno inverno a morire di freddo per l’insana convinzione che cosí avrei consumato piú calorie.
Quanti confronti con le altre ragazze che sono finiti sempre e inevitabilmente con la mia sconfitta, le scuse per non mangiare, gli attacchi di panico quando volevano costringermi a farlo o mi fissavano e non sapevo come riuscire a nascondere il cibo.
L’autolesionismo, la voglia di strapparmi la carne e la soddisfazione di sentire le ossa.
La vergogna che non provavo perché ero apatica quando mi dicevano che ero uno scheletro. Ma da una parte anche l’insanna fierezza di avercela fatta. Di aver sentito che per una volta nella vita potevo fare quello che voglio e avevo il potere e il controllo su qualcosa, anche se questa cosa mi stava portando verso la morte… ma é anche grazie a questa mlattia che ho iniziato a vivere e ad averne voglia, invece che continuare a trascinarmi giorno dopo giorno impaziente dell’arrivo della fine.

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. aniello clemente ha detto:

    Ho letto che anche tu leggi molto, ebbene Castellaneta scrisse: “Puoi leggere o non leggere, ma sarai destinato ad essere comandato da qualcuno che ha letto”. Metti a frutto il tuo sapere e lotta in compagnia di don Chisciotte, Orlando, Artù, Achille, per combattere mulini a vento e draghi. Come vedi sei in buona compagnia e, quindi, destinata alla vottoria. Ad maiora.
    Aniello Clemente.

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    1. C'est la vie... ha detto:

      Molto bella la frase che hai citato… solo che temo di sentirmi sempre e comunque ignorante in confronto al resto della gente.

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