La mia infanzia…

Ho avuto un’infanzia normale,direi: stavo più che altro con mia nonna perché i miei genitori lavoravano- e lo fanno tutt’ora- come camerieri in un ristorante e quindi molto spesso non c’erano, soprattutto nei giorni di festa.

Ho sempre vissuto insieme a due cugine, abbiamo solo pochi giorni di differenza e siamo sempre state come sorelle… questo significa anche che bisticciavamo un bel po’.

Avendo un carattere opposto, io e la cugina che abita accanto a me (che chiamerò Emma) non siamo mai andate d’accordo. Ammetto di aver provato invidia,talvolta, nei suoi confronti. Come quando a Natale o anche durante il resto dell’anno ogni tanto andavo a casa sua perché ero sola: i miei a lavoro e mio fratello dagli amici.

Ed io che da piccola quando mi chiedevano che regalo desiderassi (anche i parenti) dicevo che non serviva ed ai miei dicevo cosa mi sarebbe piaciuto “ma prima Babbo Natale avrebbe dovuto passare dai bambini più poveri, se avanzava qualcosa allora andava bene”ma ho comunque sempre trovato un regalo dai miei genitori che, qualsiasi cosa fosse, ho sempre apprezzato. Mi svegliavo andando in salotto a vedere il piccolo alberello falso sul comò pensando già che non importava se Babbo Natale non aveva portato nulla, tanto erano tutte favole e difendevo la sua esistenza solo perché mi infastidiva il fatto che gli altri bambini andassero in giro dicendo fossero tutte fandonie.

Poi andavo a casa delle mie cugine e loro erano lì riunite in famiglia e circondate da amici e parenti, con una montagna di regali che mi sventolavano in faccia.

Alle medie Emma è stata invidiosa di me perché -per quanto diceva a sua mamma- le rubavo le amiche. C’è stato un periodo in le nostre madri  (le quali sono cognate)non sono andate molto d’accordo. Io e mia cugina continuavamo a bisticciare e naturalmente, a quanto pare, la colpa era sempre mia. Così mia zia ha iniziato a parlar male di me alle altre madri dei nostri compagni dicendo che io mi credevo superiore a sua figlia e così via.

Io non sono mai riuscita a capacitarmi del fatto che la donna che ho sempre considerato una seconda madre, che mi ha visto nascere e crescere, sia arrivata a parlar male di me confrontandomi con sua figlia in giro per la nostra città.

L’altra mia cugina, invece, (di pochi giorni più piccola) è sempre stata abbastanza silenziosa in compagnia di altra gente ma quando eravamo tra noi si scatenava.

I miei rapporti con mio fratello sono sempre stati… come tra fratelli: litighiamo, ci prendiamo un po’ in giro, lui (essendo più grande) ogni tanto mi dava uno schiaffo e mi chiamava con orribili nomignoli, coalizzato a Emma: mi chiamavano “denti di maiale” per i miei incisivi grandi per quell’età, mongola, deficiente, stupida, idiota e -affettuosamente- Tuc o sorellastra.

Ma non è stato nulla, direi. Il periodo peggiore della mia vita -fino ad ora- l’ho vissuto alle medie fino ad ora che sono alle superiori.

Anche alle medie le altre ragazze ridevano di me alle mie spalle per i miei denti grandi. Ho avuto qualche amore platonica ma naturalmente non sono mai stata ricambiata, ma ero solo una bambina e a ripensarci mi fanno tenerezza quei ricordi.

Alle elementari mi piaceva il mio migliore amico nonostante talvolta, frequentando il gruppetto più “in“, mi rispondesse male. Piaceva anche a quella che consideravo la mia migliore amica così decisi di provare a combinare qualcosa tra loro due mettendomi da parte, ed è sempre stato così. Mi sono sempre “sacrificata” per non far star male gli altri ma alla fine a nessuno è mai fregato nulla di come stessi io.

A 11 anni ho avuto il mio primo morosetto. Correvo per tornare presto a casa da scuola per riuscire a fare videochat con lui prima che tornasse mia madre o la sua.

Era una cosa segreta ed io non volevo lo sapesse nessuno perché i miei genitori si sarebbero arrabbiati, essendo dei tipi all’antica. Una “bella” sera ho visto che mi aveva scritto che non voleva stare più con me perché non mi “amava” più. Piansi tantissimo e quando mia madre mi vide e mi chiese cosa avessi dissi che mi sentivo male, così senza motivo, e che mi faceva male il cuore. Quella sera dormii con i miei genitori.

Di tempo ne è passato ma da quella volta non voglio più pensare ai ragazzi convinta che portino solo dolore e che siano solo passeggeri: poi si stancano di te perché ne trovano una più prosperosa, più grande e più popolare.

“E poi -diciamocelo- chi vorrebbe mai una ragazza come me?”, mi chiedevo.” Nemmeno io mi sono mai voluta. ”

Ho iniziato a svilupparmi fisicamente ed ecco che hanno iniziato a considerarmi, ma solo per il seno. E mi prendevano in giro. Ora avevo dei soprannomi: Tettona, Depressa e Autolesionista.

Sono iniziate le battute sul mio aspetto come riguarda alla pancia, che cercavo di nascondere indossando sempre la giacca, anche in piena estate.

Le prese in giro per un po’di acne: “ma ti sei accorta che hai un vulcano in fronte?!” e tutta la classe a ridere e a ripetere frasi del genere. Mi ridevano dietro e mi offendevano perché ascoltavo i One Direction, Mi dicevano, molto gentilmente: “vuoi che ti presto il mio macete”. Chiedevo perché e mi dicevano “Per tagliarti le vene” simulandone il gesto. E tutti a ridere.

Prendevano i miei oggetti e li buttavano in giro. Quelle che ora ritenevo mie amiche erano le stesse che mi avevano presa in giro per i denti, quelle a cui scocciava che io andassi al parco con loro l’ultimo giorno della terza media ma, solo grazie all’unica che era DAVVERO mia amica, sono potuta andare perché disse loro che se io non ci sarei stata non ci sarebbe andata nemmeno lei. L’unica con cui potevo essere me stessa: scherzare, cantare le canzoni dei One Direction e parlare.
Le altre mie “amiche”, invece, non le ho più sentite dopo la fine della terza media… ma una delle oche più popolari della classe (che termine stupido, poi) e quella che la seguiva sempre, le ho riviste…

Ma l’incontro non è stato così piacevole.

Volete sapere come continua questa storia?

 

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. trappolapertopi ha detto:

    Non ascoltare i commenti di persone che non hanno nessun diritto di giudicarti! Ricordati che sei una persona splendida, e se qualcuno non lo riconosce peggio per lui. Vedrai che presto troverai persone che ti apprezzano, abbi pazienza e credi in te stessa. Un abbraccio.

    Liked by 1 persona

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