Presente…

Dopo un brutto periodo alle medie sono arrivati gli esami: ero preoccupata, inquieta e studiavo molto. Il giorno degli esami orali incontrai altri miei compagni, anche loro in attesa di essere interrogati, e uno di loro in particolare mi fece notare che avevo meno fianchi. Io -sovrappensiero per la paura- al momento non ci ho pensato molto ma, detto da lui che era uno di quelli che mi prendeva in giro facendomi notare e toccandomi le maniglie dell’amore, sono rimasta stupita.

Finiti gli esami io e la mia famiglia saremmo dovuti andare in vacanza nel loro paese d’origine e- dato che l’anno prima tutti mi dicevano “Oh, come sei ingrassata!” (tutti , soprattutto i parenti) volevo perdere un po’ di peso perché c’ero rimasta male.

Ci sono riuscita, cadendo comunque in qualche abbuffata, ma ero comunque migliorata… Ho iniziato a mangiare sempre un po’ meno e -con l’afa che c’era- mi sentivo svenire e faticavo anche a respirare.

Facevo un po’ di esercizio fisico con una mia zia, che essendo giovane ho sempre considerato come una grandissima amica. La stessa che mi ha fatto notare che comunque avevo perso ancora peso da quando ero arrivata in Albania. Ho risposto “solo un po’ ” ma con il tempo, pensando anche alla Scuola superiore e a tutte le bellissime e simpaticissime ragazze che ci sarebbero state (in confronto a me) mi sentivo niente.

Ho sempre amato andare al mare e in barca ma , non stando poi così bene, non sono più stata in grado di farlo perchè, oltre al fatto che a malapena mi reggevo in piedi perchè mi sentivo svenire, mi veniva continuamente da vomitare.

I parenti non volevo vederli perchè non ne avevo la forza, mi facevano star male (anche se in realtà tutto mi faceva stare male) e poi comunque non li consideravo tali, tranne i miei nonni, e i miei carissimi parenti comunque neanche si ricordavano il mio nome, e non è tanto per dire.

Sono iniziate le superiori, e anche ulteriori preoccupazioni, che si sovrapponevano alle altre… come se non ne avessi avute abbastanza. Passavo tutto il tempo a leggere: in autobus, durante la ricreazione e mentre camminavo. E non ci sarebbe stato nulla di male -dato che amo leggere- se non fosse che così mi isolavo, immergendomi in un altro mondo e non parlando. Nonostante questo però ho trovato un’amica, una ragazza che anche se era come se non ci fossi ogni tanto mi coccolava, mi diceva che ero bella, anche se avevo le guance incavate, gli occhi spenti e tristi e non facevo fatica a sorridere, figuriamoci ridere. Mi sembrava una cosa innaturale, non essendoci più abituata.                                                            Ed è bruttissimo da dire.

“L’episodio dell’autobus”? Per me è stato terribile.

Ho rivisto due mie ex compagne delle medie che, in un certo senso, consideravo mie “amiche” -CHE INGENUA- in compagnia di una ragazza che mi abbassava troppo l’autostima solo a guardarla.

Ci siamo incontrate in autobus, mi sono tolta le cuffie e mi sono avvicinata un po’ a salutarle. L’autobus era ancora fermo. Non mi dispiaceva vederle, anzi, e ho chiesto loro come stessero, come andava a scuola ma loro, subito dopo avermi salutata, mi hanno detto :”Ma mangi?” ed io ho risposti di sì. *risate* “Ma cosa sei, bulimica, allora? Vomiti?” *risate* e tutto l’autobus che si ammutolisce . Rispondo di no e loro mi dicono *ma ti sei vista? Sei uno scheletro, anoressica!”.

Sono rimasta shoccata. Ero rimasta a bocca aperta, ho negato e mi sono rimessa le cuffiette nonostante continuassero a squadrarmi ridacchiando… non sono riuscita ad evitare che una lacrima mi solcasse la guancia.

Sono tornata a casa distrutta. Volevo morire. Non potevo sopportare di essere classificata così. “IO NON POSSO ESSERE ANORESSICA.” mi dicevo, ma quando la mia psicoterapeuta me lo ha detto -rispondendomi- sono caduta dalle nubi e sono scoppiata in lacrime.               Com’è possibile che tutto cambi in così poco tempo? Com’è possibile che da un “voler mangiare meglio” si arrivi a mangiare solo finocchi , muoversi di continuo, morire di freddo e non dormire tutta la notte, sapendo che il giorno dopo ti aspetta una lunga giornata, pesante e sempre peggiore di quella precedente.. A scuola non avevo amici -o almeno così mi sembrava-.

Vi è mai capitato di sentirvi soli anche il mezzo alla gente?

Ecco, io mi sentivo completamente invisibile. Oltre a pensare di continuo a come consumare calorie e a contarle ossessivamente, non facevo altro che programmare e pensare a come suicidarmi. Non chiedevo altro che questo dalla vita: che mi venisse tolta.

 

 

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. stupendizia ha detto:

    Non so proprio cosa commentare. Ho letto e riletto ed ho capito che certe ferite dell’anima non hanno dottori e che la lettera che scrivi dal tuo Inferno, molto spesso torna al mittente.

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    1. C'est la vie... ha detto:

      Purtroppo è vero e (come mi ripetono continuamente i miei genitori) “sono io che devo voler star bene”… Ma non mi dispiace star cosí, ammettiamolo.
      Contemporaneamente, però, mi rendo conto che non posso andare avanti in questo modo, incapace anche di star seduta senza odiarmi per questo.

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