Avanti e indietro

Spero di non aver illuso nessuno con il mio ultimo post (“Chi dovrei illudere se a nessuno importa di me, poi?!”) ma il problema è che non sono ancora abbastanza “convinta”.

Così non si può continuare, a fare avanti e indietro tra ospedale e casa; sono stanca ma non mi decido a mollare la presa.

I miei pensieri passano da “vorrei essere ricoverata e lasciarmi morire su un letto d’ospedale” a “okay, non voglio più stare così: voglio fare questo, questo e quell’altro…”.

Ma ci vuole un passo importante per intraprendere una di queste due strade e io minado sempre, ho troppo timore di poggiar piede sia da una parte che dall’altra. Ho bisogna di qualcuno che mi sostenga e mi dia una spinta… o mi allunghi la mano.

Il mio psicoterapeuta l’altro giorno mi ha definita estremamente bisognosa di  affetto…  Ed è vero, me ne rendo conto.     Ho tanto bisogno di non sentirmi sola… nè oppressa per via del cibo come mi sento ora . 

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